Polanski contro #MeeToo: «Ipocriti e isterici”. E fa causa all’Academy

Polanski contro #MeeToo: «Ipocriti e isterici”. E fa causa all’Academy

#meetoo
Il movimento #MeToo è una «isteria collettiva», dominata dalla «totale ipocrisia». Roman Polanski non si trattiene più e sbotta, in una intervista su Newsweek Polska ripresa da tutti i media, contro il movimento che dopo il caso Weinstein ha scatenato la caccia ai potenti lussuriosi di Hollywood. Le parole del regista, proprio pochi giorni prima che l’Accademia delle Arti e delle Scienze del cinema americano lo depennasse dai suoi iscritti, dopo quasi mezzo secolo, per il noto fascicolo su Samantha Geimer: la modella 13enne drogata e violentata nel 1977, nella villa di Jack Nicholson a Los Angeles; un reato per cui tuttora Polanski figura nella «lista rossa» dei ricercati dell’Interpol e che da oltre 40 anni non gli permette di mettere piede negli Usa e negli stati che potrebbero estradarlo.Lo scandalo non gli ha impedito tuttavia, negli anni successivi, di vincere un premio Oscar per il film «Il pianista», che gli valse anche il David di Donatello; più Golden Globe, Orsi ai festival di Berlino e Palme a Cannes per altre pellicole.
E non gli ha impedito neanche di raccogliere il sostegno, tra gli altri, di colleghi come Woody Allen, Pedro Almodóvar e Martin Scorsese e degli scrittori Milan Kundera, ....


Troppe per il cineasta, secondo cui il boom di adesioni al #MeeToo rappresenta uno di quei fenomeni che ciclicamente si ripetono nella società umana: «A volte finisce in modo più drammatico, come fu durante la Notte di San Bartolomeo o durante la Rivoluzione francese; altre volte è meno cruento, come il 1968 in Polonia o il maccartismo negli Stati Uniti — afferma —. La massa, in preda alla paura generale, si precipita ad aderire all’isteria collettiva, con un’ipocrisia che ricorda le scene di pianto disperato quando muore un leader nordcoreano».
Il #MeToo, quindi, paragonato a un grande lutto pubblico, così parossistico, esasperato, grottesco, quasi caricaturale, che «non puoi smettere di ridere». Academy in tribunaleChi ha ben poco da ridere sono invece le presunte vittime. Proprio sulla scia del movimento #MeeToo Polanski ha incassato l’anno scorso nuove pesantissime accuse di stupro: da parte della fotografa statunitense Marianne Bernard, che ha denunciato alla polizia californiana di essere stata abusata da lui quando aveva solo 10 anni; e dell’ex attrice tedesca Renate Langer, violentata appena 15enne. .

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